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Defense & Security29 set 2026

Il Pentagono diffonde nuovi dossier sugli UAP mentre i filmati del Colorado restano irreperibili

La Difesa statunitense diffonde 71 nuovi fascicoli sui fenomeni aerei non identificati mentre la Marina consegna oltre 1.300 pagine di corrispondenza richieste via FOIA.

Il Pentagono diffonde nuovi dossier sugli UAP mentre i filmati del Colorado restano irreperibili

La Difesa americana ha pubblicato 71 nuovi dossier sui Fenomeni Aerei Non Identificati: tra i documenti, riferisce Il Fatto Quotidiano, figurano i dettagli di un programma segreto da 10 milioni di dollari e il referto medico di tre ingegneri. Secondo il quotidiano italiano, «Tre ingegneri sani si ammalarono dopo un evento aerospaziale anomalo, uno sviluppò segni di trasformazioni maligne come se fosse stato esposto a radiazioni». Sempre secondo i dati AARO richiamati da Il Fatto Quotidiano, oltre il 96% degli avvistamenti ha una spiegazione terrestre.

Sul fronte documentale, il Dipartimento della Marina ha divulgato più di 1.300 pagine di e-mail e documenti relativi all'ex direttore aggiunto di Intelligence Navale Scott W. Bray. I registri sono stati ottenuti da The Black Vault con una richiesta di accesso agli atti presentata il 24 maggio 2022, che cercava corrispondenza contenente termini come «Fenomeni Aerei Non Identificati», «UAP», «UAPTF», «UFO», «AATIP» e «AAWSAP»; la Marina ha risposto il 23 settembre. Dalla stessa via provengono i documenti declassificati ottenuti dall'investigatore John Greenewald, che documentano incontri di alto livello tra il Dipartimento della Difesa americano e la Fuerza Aérea Uruguaya, con l'Ufficio per la risoluzione delle anomalie in tutti i domini (AARO) promotore di un'agenda di cooperazione bilaterale sullo studio dei fenomeni anomali non identificati.

Nel quadro dell'iniziativa di divulgazione PURSUE, due video che mostrerebbero un oggetto triangolare di circa cento piedi sopra una base militare del Colorado sarebbero stati detenuti dall'Air Force Office of Special Investigations; secondo fonti citate da Liberation Times, il New York Post avrebbe ricevuto i numeri di pratica IRR1669S015524 e IRR1669S005024. Né l'AFOSI né il Pentagono hanno confermato l'esistenza dei filmati: il Pentagono sostiene di non riuscire a trovare il materiale, e il vice portavoce Joel Valdez si è pronunciato sull'episodio su X.

Le pressioni per un accesso più ampio ai dati classificati seguono percorsi formali: secondo il sito Politico, l'astrofisico Avi Loeb sta premendo sul governo degli Stati Uniti per ottenere informazioni classificate riconducibili a OVNI e possibili prove di tecnologia non umana, e a fine agosto ha avuto una riunione nella sede dell'Office of the Director of National Intelligence, in Virginia. Loeb, scelto durante l'amministrazione Trump per guidare il nuovo Consiglio scientifico sugli OVNI creato nell'ambito dell'ODNI, ha il compito di applicare metodi scientifici ai registri governativi. Sul versante delle dichiarazioni pubbliche, l'ex specialista di intelligence dell'Aeronautica Dylan Borland ha ribadito nel podcast «Hang Out with Sean Hannity», alla presenza del ricercatore Ben Hansen, che il governo americano possiede oggetti di origine non umana recuperati.

Lo stato del dossier resta disomogeneo: alcuni materiali sono stati formalmente consegnati — oltre 1.300 pagine dalla Marina, i nuovi fascicoli della Difesa, i documenti sulle riunioni con l'Uruguay — mentre i filmati del Colorado restano non localizzati e l'accesso ai dati classificati richiesto da Loeb appare ancora in corso.